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Come opera

La Fondazione persegue i suoi obiettivi attraverso tre rami operativi: Medico-Scientifico, Familiare-Testimoniale e Spirituale. 

  • Il cosiddetto braccio Medico-Scientifico, si configura, per via dei temi trattati dalla Fondazione, sicuramente, come fulcro di tutto il suo sistema operativo, e trova di fronte a sè un vastissimo campo di possibili interventi richiedendo, forse, lo sforzo più importante dal punto di vista dell’implementazione e realizzazione di progetti che finiscono per inerire tematiche di enorme complessità sotto vari aspetti. Si va dalla necessità di progetti divulgativi e informativi a carattere preventivo, per ridurre il gap conoscitivo che può impattare pesantemente sulla capacità gestazionale delle famiglie e sulla salute della donna e del bambino, ai tanto importanti progetti di ricerca che, sulla base delle attuali evidenze scientifiche, puntano verso nuovi orizzonti conoscitivi in tema di patologie fetali; ma, in questo ambito operativo, rientrano anche le iniziative rivolte agli operatori medico- sanitari: dalla diffusione dei concetti di "medicina condivisa" a quella di approcci medico-paziente che, in presenza di problematiche particolari, non vadano a ledere o mortificare la dignità e sacralità della vita nascente e delle famiglie ad essa legate e lascino, attraverso una informazione corretta e neutrale, una libertà di coscienza che porta a scelte più consapevoli; e, ancora, la realizzazione di un modello organizzativo di riferimento per la nascita e diffusione degli Hospice perinatali in tutta Italia e la definizione dei percorsi formativi per il personale medico che andrà ad operare negli stessi … e così via.
    Quella del braccio medico-scientifico, come si vede, è una sfida impegnativa ma il Professore Noia, referente e guida di questa unità della fondazione, ha dalla sua tutti gli strumenti per coglierla e vincerla: una conoscenza medico-scientifica e di ricerca di livello internazionale, un’ esperienza sul campo trentennale ma, soprattutto, il desiderio forte di farsi portavoce di una medicina sociale, che sveste i panni del formalismo accademico e scende tra la gente per aiutare, spiegare, guidare, sostenere, mettendosi “autenticamente” al servizio del paziente.
  • Il braccio Familiare-Testimoniale opera attraverso la creazione di una rete di sostegno composta da famiglie: quelle "Testimoni’" e quelle "Cireneo’" Le famiglie Testimoni sono quelle che decidono di raccontare e condividere la loro esperienza per aiutare altre famiglie, o persone, che affrontano oggi un cammino da loro già percorso, quello difficile e doloroso di chi riceve una diagnosi prenatale infausta. L’ascolto o la lettura delle loro storie, per quanto si possa stentare a crederlo, lascia trapelare una luce che riesce a squarciare anche il buio più nero. 
    Accanto alle famiglie Testimoni ci sono le famiglie cosiddette ‘Cireneo’ ,ovvero, famiglie, o anche singoli, che non hanno avuto esperienza diretta delle problematiche in questione ma che decidono lo stesso di mettersi accanto a quelle che devono portare il peso gravoso e schiacciante della malattia, facendosene carico anche solo per una piccola parte ma, svolgendo anche loro, in tal modo, un prezioso servizio di supporto per le stesse.
    Il confronto e il dialogo tra queste realtà, attraverso la realizzazione di incontri ed eventi mirati (come le “Giornate della Gioia”), si è rivelato essere uno strumento di supporto estremamente efficace, specialmente laddove, caso non raro, viene a mancare l’aiuto e il sostegno della propria famiglia di appartenenza per il rifiuto, da parte di quest’ultima, di scelte che spesso appaiono difficilmente comprensibili e condivisibili. L’unità Familiare- Testimoniale è guidata da Anna Luisa La Teano. Il suo è un compito che richiede estrema delicatezza e attenzione perchè tocca direttamente la sfera più intima delle persone, quella fatta di sentimenti, spesso contrastanti , che solo seguendo il giusto percorso, si riescono poi a conciliare. 
    In tale ambito operativo, questo "approccio comunitario" al problema consente di fronteggiare problematiche psico-affettive rilevanti, e produce il risultato più eclatante quando fa sì che la famiglia che entra come “paziente da curare” diventi, poi, “dottore” per le altre.
  • L’ultimo braccio operativo è quello Spirituale ed è quello che ingloba tutti gli altri. La Fede è la linfa vitale che anima tutte le altre azioni, è lo sfondo che colora l’operato dell’intera fondazione, è la fonte di ispirazione della sua missione. E’ ad essa che si attinge per prendere forza e coraggio, per illuminare la mente, per comprendere l’incomprensibile, per trovare conforto. 
    La guida di questa unità è affidata ad Angela Bozzo che nell’operare per la fondazione, utilizza degli strumenti infallibili e al contempo inusuali per i nostri tempi: l’ascolto, la semplicità, la riflessione.
    Seguendo questa impronta, si organizzano cenacoli di preghiera e incontri finalizzati alla lettura e alla meditazione della parola del Signore che diventano anche occasione di ritrovo per le famiglie e per chiunque altro abbia voglia di partecipare.
    Dobbiamo rilevare come, con riferimento alle storie delle famiglie di cui abbiamo parlato, la questione spirituale sia molto complessa. In questi casi nella Fede non si cerca un semplice conforto ma, esiste anche un problema di comprensione e accettazione che necessita anche di un percorso spirituale e di accompagnamento in tal senso; diversamente, è abbastanza facile prendere la strada dell’allontanamento da Dio. Da qui la scelta di creare un’operatività rivolta anche allo Spirito. 
    Infine, è doveroso precisare che, l’ispirazione cattolica della fondazione non esclude, ovviamente, chiunque abbia bisogno del suo aiuto e sia di un diverso credo religioso. La spiritualità, la vita, l’amore sono costanti che accomunano tutti gli uomini, indipendentemente dal credo specifico.

 

 

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