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I comandamenti di Dio: strada di libertà

I comandamenti di Dio: strada di libertà
 
 Le riflessioni di Don Alfredo Ferlaino sulle letture della terza domenica di Quaresima.

 
Es 20,1-17
“In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile:
Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro;ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».”
 
Gv 2,13-25
“Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi;gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
 Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.”
 
 
La prima lettura, ci presenta Dio che dona al popolo ebreo i suoi comandamenti quale segno ed espressione dell’alleanza con Lui  …
Dio che ha liberato il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto, vuole che questo popolo si mantenga sempre libero. I 10 comandamenti sono proprio le 10 libertà che Dio offre al suo popolo (e ad ogni uomo), opposte alle 10 schiavitù che lo stesso deve evitare e fuggire. I 10 comandamenti, insomma, indicano la via della libertà, … non sono una gabbia, un impedimento o un peso. Chi li osserva è veramente libero da ogni schiavitù.
Quando noi trasgrediamo la legge del Signore e rompiamo l’alleanza con Lui, spesso ci costruiamo degli idoli e ad essi ci assoggettiamo. È allora che il tempio della nostra anima si profana.
Spesso, poi,  la nostra alleanza con Dio si riduce ad una frettolosa apparizione domenicale in chiesa. La muffa del monotono quotidiano spesso smorza gli slanci più entusiastici del nostro cuore. Molti cristiani si lasciano avviluppare dalla ragnatela della sclerosi spirituale e del legalismo. Il cristianesimo è visto come un tessuto di pratiche, che si devono compiere a scadenze fisse (messa domenicale, confessione  ecc. ). Come si vede, il fariseismo non è morto …
Nel Vangelo, invece, Gesù, mentre riconferma la validità della Legge mosaica, la supera mediante l’appello all’interiorità, la libera da ogni formalismo o culto esterno e la riconduce alle dimensioni di un dialogo d’amore dell’uomo con Dio. E l’amore no dice mai: fin qui, e poi basta!
Il Vangelo parla della purificazione del Tempio. Gesù purifica il tempio scacciando quelli che vendevano e compravano … e mentre purifica il tempio materiale, la sua mente è rivolta a purificare l’anima del popolo, tempio spirituale, e a liberarla dai suoi peccati.
Gesù ci insegna a rendere interiore la nostra religiosità e a non soffocarla sotto il peso di pratiche esteriori e superficiali …
Gesù, seguendo la linea degli antichi profeti (vedi Geremia 7, I-28), contesta la religiosità puramente formalistica ed esteriore, mentre l’interno è covo di vizi e peccati. Egli vuole un cristianesimo tutto spirito e vita.
Scendiamo, perciò, in profondità, arriviamo alla radice della nostra anima e viviamo il nostro cristianesimo alla maniera di Cristo.
 
 
 
Gocce di fede
a cura di Angela Bozzo
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